Poesia – pagina 2

Duplicità del silenzio

Silenzio
profumo dell’anima
elogio della musica
ancora non creata
Visione sfuggente
oscillante
di quello che non fu
Ricordo
liscio grezzo
tenero crudele
Tantalico destino
cercato
non voluto
Contraddizione dell’essere
nella ambiguità degli opposti
Ombra Luce
strategico
vero silenzio

Museo dell’Ouvre, Parigi 1996

Fino a che la musica dica il suo volto

Nell’abisso del ricordo
sette sono i monaci
come sette rintocchi
nell’annunciazione del palpito
delle betulle
dondolandosi nell’antro
d’altro sole

E sette sono le lacrime
che incidono la pietra
nella quale scolpisco
la tua capigliatura
fino a che la musica
dica il suo volto

Fino a che il vento dell’addio
mi sradichi della terra
Sette notti immense
di un potere trasparente
che colpisce fino a consumarmi
in cera silenziosa

Perché sette sono le carezze
nelle promesse del nardo
e del suo profumo
lacerandomi
aprendosi nei sette suoni
che proclamano il tuo nome

fino a che la musica
dica il suo volto

Fiori di arancio

A Ssepuccio Tidone

Se devo chiudere i miei occhi
questa notte
chi bacerà allora
la mia fronte inanimata

chi deve accendere
la mia arte
nel suo proclama
per sognarmi nell’ardore dell’opera
nel totem
con rituali di tessitura
o nelle messe confusa di un’idea.

chi colmerà la mia linea
e il contrasto
di scalpello e amaranto
di mirto
di liuto

annuncerà l’esodo
il battito
ma il bozzetto
che palpita in queste mani
– dove andrà –

Chi come me
deve eseguire
un’incisione ardita nel costato
per convocarti
chi

* Traducido al español

Grazie a Voi

A Cris e Assunta

Come se fossi in prigione
la pioggia d’ autunno
cade dentro di me

Grazie a voi
all’ improvviso s’ arresta
Un uomo è sceso dal cielo
senza paracadute
sembra un angelo

Grazie a voi
amici cari
miei giorni sono profumati
di speranza e gioia

Grazie a voi
non lascerò entrare i veli bianchi
sono ancora viva
Grazie a voi

Italia d’amare

A Domenico Gerardi

In Memoriam

Dopo tanti anni vissuti
nell’altalena Buenos Aires Roma
Buenos Aires:
città nella quale sono nata
sospesa nel bisbiglio beffardo
delle ombre
mi domando:

Quante volte
il risvegliarsi agitato ci attende
negli occhi della notte?
quanto abbandono spietato?
Non ci saranno richiami
che riescano
a dissolvere la traccia di Amalfi
nemmeno la calda accoglienza
dei miei ad Avigliano
l’emozione ricorrente
Venosa, città di Orazio
L’Antro della Sibila l’amicizia

Quante volte
il percorso di un sogno
diventerà reale a Firenze
Carrara Pietra Santa

Quante volte il cuore
questo di due mondi
rimarrà fermo
nella Cappella Sistina
nella Pietà Rondanini
nella Fontana di Trevi

Quante volte
le passeggiate sotto il sole
da Ottaviano a San Pietro
dal Gianicolo
alle Sette Porte
mi trascineranno verso via Veneto?

Quante volte getteremo
la maschera da sempre imposta
il gesto ripetuto?
Malgrado l’avvertenza di Sisifo
mi lascerò attraversare dal nume
quella scintilla accesa
nella Piazza di Spagna
la voglia di creare

Adesso
la memoria dell’ abbraccio
mi fa guidare
Sospesa forse
nella duplicità del silenzio
nella speranza
di riallacciarmi
ancora una volta
alle tue radici
Italia d’Amare

Le rose di Rilke

Al suono dei lauti
danzo a Duino
innanzi al mare. 

Mi perdo
sulle tue rive
letto del desiderio
lembo di paradiso
Il silenzio
mi riveste di luce
nasce dai tuoi sogni 

Per via celeste
le tue carezze
mi raggiungono.
Un vento struggente
ci sospinge
tra le rose di Rilke.

Lenta – Veloce

Lenta poesia del cuore
Veloce non riesce a sentire
lenta incisione dell’amore
Veloce allontana per paura

Lenta mano
che accarezza un fiore
Veloce taglia
scappa sempre

Lenta raccoglie il silenzio
l’essenza di Veloce.
Veloce non vuole
neanche i fili dei ricordi

Lenta vive nell’amore
Veloce
nell’oblio

Mistero

Luce che cerca
l’avventura di un nome
origine nascosto
tra le rune

Notturno Rosso

Venga a me
tutto il rosso
intrepido
che il fuoco
possa offrirmi
per essere libera

Volare
sentirti circolare
nel mio sangue
come allora
Ardito
nudo
sacro

Per riscoprirti
e amarti
ancora
e ancora una volta